{"id":440,"date":"2026-04-07T19:55:58","date_gmt":"2026-04-07T17:55:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinomondi.org\/?p=440"},"modified":"2026-04-28T13:03:17","modified_gmt":"2026-04-28T11:03:17","slug":"rivedendo-gli-spazi-transnazionali-attraverso-il-cinema-di-hong-kong","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinomondi.org\/?p=440","title":{"rendered":"Rivedendo gli spazi transnazionali attraverso il cinema di Hong Kong"},"content":{"rendered":"<style>.kb-image440_99a3f6-fa.kb-image-is-ratio-size, .kb-image440_99a3f6-fa .kb-image-is-ratio-size{max-width:704px;width:100%;}.wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image440_99a3f6-fa.kb-image-is-ratio-size, .wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image440_99a3f6-fa .kb-image-is-ratio-size{align-self:unset;}.kb-image440_99a3f6-fa{max-width:704px;}.image-is-svg.kb-image440_99a3f6-fa{-webkit-flex:0 1 100%;flex:0 1 100%;}.image-is-svg.kb-image440_99a3f6-fa img{width:100%;}.kb-image440_99a3f6-fa .kb-image-has-overlay:after{opacity:0.3;}<\/style>\n<figure class=\"wp-block-kadence-image kb-image440_99a3f6-fa size-large kb-image-is-ratio-size\"><div class=\"kb-is-ratio-image kb-image-ratio-land169\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"668\" data-src=\"https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-08-alle-11.38.27-1024x668.png\" alt=\"\" class=\"kb-img wp-image-453 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-08-alle-11.38.27-1024x668.png 1024w, https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-08-alle-11.38.27-300x196.png 300w, https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-08-alle-11.38.27-768x501.png 768w, https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-08-alle-11.38.27-1536x1002.png 1536w, https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-08-alle-11.38.27-2048x1335.png 2048w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1024px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1024\/668;\" \/><\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli studi sulla storia del cinema cinese, la questione delle origini ha occupato a lungo una posizione centrale, spesso affrontata attraverso una prospettiva nazionale che privilegia la Cina continentale, con epicentro Shanghai. Questa impostazione storiografica ha contribuito a costruire una narrazione secondo cui il cinema cinese sarebbe nato all\u2019interno di un contesto culturale propriamente \u201cnazionale\u201d e avrebbe progressivamente sviluppato caratteristiche autonome a partire da tradizioni preesistenti, come l\u2019opera tradizionale o il teatro delle ombre. Tuttavia, questa ricostruzione appare oggi sempre pi\u00f9 problematica, soprattutto alla luce di studi recenti che mettono in discussione l\u2019idea di un\u2019origine unitaria e puramente nazionale del cinema cinese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In particolare, la marginalizzazione di Hong Kong nella storiografia tradizionale appare legata non tanto a una reale assenza di attivit\u00e0 cinematografica, quanto piuttosto alla sua condizione coloniale. Hong Kong, sotto il controllo britannico dal 1842 al 1997, \u00e8 stata a lungo considerata un mero spazio periferico rispetto alla costruzione di una storia nazionale del cinema cinese. Tuttavia, proprio questa condizione coloniale le rendeva luogo privilegiato di scambio culturale, tecnologico e commerciale, favorendo la circolazione precoce delle nuove tecnologie cinematografiche. Per questo motivo, la sua esclusione dalla genealogia del cinema cinese risulta perlopi\u00f9 una scelta storiografica, piuttosto che dovuta a una marginalit\u00e0 storica effettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e9 si sceglie Shanghai e non Hong Kong come \u201ccentro originario\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto, come abbiamo visto, la Shanghai degli anni Venti e Trenta \u00e8 il principale centro dell\u2019industria cinematografica cinese, perch\u00e9 ivi si concentrano le case di produzione pi\u00f9 importanti, i registi pi\u00f9 influenti e il pubblico urbano pi\u00f9 ampio. Essa, infatti, viene spesso definita come la \u201cHollywood cinese\u201d dell\u2019epoca repubblicana. Da questa centralit\u00e0 \u00e8 derivata la concezione semplicistica di molti storici per cui il luogo in cui l\u2019industria si sviluppa maggiormente sia anche il luogo in cui nasca tale industria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro motivo \u00e8 la disponibilit\u00e0 delle fonti: molti archivi, documenti e materiali filmici sono conservati a Shanghai o prodotti dalle compagnie cinematografiche shanghainesi. La documentazione su\/a Hong Kong, invece, \u00e8 frammentaria o comunque meno documentata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, Hong Kong, essendo territorio sotto controllo coloniale straniero, risultava meno adatta a questo tipo di narrazione. La forte influenza occidentale o giapponese rendeva pi\u00f9 difficile inserirla in una storia nazionale coerente. Per questo motivo, \u00e8 stata spesso considerata marginale, nonostante la sua importanza storica reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo elemento evidenzia ulteriormente il carattere arbitrario della centralit\u00e0 attribuita a Shanghai. Anche Shanghai, come Hong Kong, non era di certo \u201cpuramente cinese\u201d, a causa dei trattati ineguali siglati con le potenze occidentali che portano alla creazione di concessioni straniere e del\u2019Insediamento internazionale. \u00c8 possibile dunque affermare che anche Shanghai stessa stesse subendo un controllo semi-coloniale delle potenze straniere, assimilabile&nbsp; per certi aspetti al controllo straniero a cui era sottoposta Hong Kong. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce di queste considerazioni, emerge la necessit\u00e0 di rivedere la genealogia del cinema cinese adottando una prospettiva transnazionale, capace di valorizzare la pluralit\u00e0 dei contesti in cui il cinema si \u00e8 diffuso e sviluppato. Hong Kong deve quindi essere considerata uno dei nodi fondamentali di una rete culturale pi\u00f9 ampia, all\u2019interno della quale il cinema cinese ha preso forma attraverso l\u2019interazione tra influenze locali e globali.<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_bf8bb3-62, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_bf8bb3-62[data-kb-block=\"kb-adv-heading440_bf8bb3-62\"]{font-style:normal;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_bf8bb3-62 mark.kt-highlight, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_bf8bb3-62[data-kb-block=\"kb-adv-heading440_bf8bb3-62\"] mark.kt-highlight{font-style:normal;color:#f76a0c;-webkit-box-decoration-break:clone;box-decoration-break:clone;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_bf8bb3-62 img.kb-inline-image, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_bf8bb3-62[data-kb-block=\"kb-adv-heading440_bf8bb3-62\"] img.kb-inline-image{width:150px;vertical-align:baseline;}<\/style>\n<h3 class=\"kt-adv-heading440_bf8bb3-62 wp-block-kadence-advancedheading\" data-kb-block=\"kb-adv-heading440_bf8bb3-62\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-theme-palette-3-color\">Cinema di Hong Kong \u6e2f\u4ea7\u7247<\/mark><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Early cinema (dal 1890 al 1920)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il termine \u201cearly cinema\u201d ci si riferisce al processo che ha attraversato il cinema come istituzione dagli anni \u201990 del XIX secolo agli anni \u201920 del XX, per cui il esso si \u00e8 trasformato da essere semplici immagini in movimento a una istituzione artistica, culturale e commerciale pienamente sviluppata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cinema a Hong Kong arriva intorno al 1897, con la prima mostra del cinematografo alla Saint Andrew\u2019s Hall, gestita dal professore francese Maurice Charvet. La mostra di Charvet arriva 3 anni dopo la dimostrazione del Kinetoscopio di Edison e Dickson a New York, e un anno e mezzo dopo la prima proiezione mediante cinamatografo dei Fratelli Lumi\u00e8re a Parigi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo arrivo precoce non \u00e8 di certo casuale, ma \u00e8 strettamente legato alla condizione di Hong Kong: un porto coloniale internazionale, caratterizzato da intesi scambi commerciali e culturali tra Europa, Asia e USA. La sua condizione e posizione strategica favorisce la circolazione di nuove tecnologie, per questo motivo Hong Kong \u00e8 stato uno dei primi luoghi dell\u2019Asia Orientale a entrare in contatto con il cinema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi anni dal suo arrivo, il cinema non \u00e8 ancora percepito come una forma di intrattenimento autonoma, bens\u00ec viene presentato come attrazione tecnologica all\u2019interno di spettacoli pi\u00f9 ampi. Le proiezioni avvengono inizialmente in luoghi temporanei e flessibili, come i teatri, le sale pubbliche, gli hotel, e sono composte perlopi\u00f9 da vedute documentarie, scene di vita quotidiana, eventi pubblici o brevi spettacoli, ambientate in occidente e prive di una struttura narrativa complessa. Queste proiezioni vengono chiamate con il termine cantonese <strong><em>yinghua<\/em> \u5f71\u756b<\/strong> (immagini in movimento), invece di <em>yingxi<\/em> \u5f71\u620f: questa differenza terminologica riflette due modalit\u00e0 diverse di analizzare e comprendere il cinema nelle sue fasi iniziali. Se <em>yingxi<\/em> associa il cinema alle forme performative tradizionali e suggerisce continuit\u00e0 con opera e teatro, quindi adatto all\u2019interpretazione nazionalista della storiografia del cinema; il termine <em>yinghua<\/em>, invece, enfatizza la modernit\u00e0 del cinema, sottolineando la dimensione tecnologica e visiva. Utilizzare questo termine significa sottolineare la dimensione transnazionale e coloniale di Hong Kong, evidenziando come il cinema non nasce in modo unitario in tutti i contesti sinofoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i primi anni del Novecento e circa il 1910, il cinema inizia progressivamente a diventare una forma di intrattenimento pi\u00f9 stabile e organizzata, questo anche perch\u00e9 iniziano a essere importati pi\u00f9 film dall\u2019Europa e dagli Stati Uniti, consentendo dunque agli organizzatori di proporre programmi pi\u00f9 lunghi e regolari. Allo stesso tempo, iniziano a comparire sale cinematografiche pi\u00f9 stabili, anche se ancora polifunzionali. La crescente domanda di spettacoli filmici, tuttavia, comporta che tali sale vengano adibite ben presto solamente alle proiezioni cinematografiche, che inizieranno ad essere pi\u00f9 strutturate, con orari definiti. A seguito dell\u2019espansione della citt\u00e0, dello sviluppo dei trasporti e della crescita economica, il pubblico si diversifica sempre pi\u00f9, andando a comprendere sia i funzionari coloniali europei, che i commercianti cinesi e i lavoratori urbani: la diversificazione del pubblico contribuisce largamente alla stabilizzazione di qualche anno dopo del cinema come intrattenimento commerciale e parte della vita culturale urbana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, \u00e8 necessario comprendere il cinema non solo come mezzo culturale di intrattenimento, bens\u00ec soprattutto come strumento della modernit\u00e0 coloniale, ossia un mezzo attraverso cui l\u2019impero britannico diffonde valori, immagini e modelli culturali legati al mondo occidentale: il pubblico entra cos\u00ec facilmente in contatto con modelli culturali e sociali che riflettono la \u201csupremazia tecnologica e culturale\u201d dell\u2019Occidente. Il progresso viene direttamente associato ai paesi colonizzatori, di conseguenza andando a legittimare il processo di colonizzazione di tali paesi a Hong Kong.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la crescita della popolarit\u00e0 del cinema, \u00e8 necessaria la creazione di nuove sale cinematografiche: tra il 1907 e il 1920 se ne contano 20 attive, tra cui il Victoria Cinematograph, Hong Kong Cinematograph e il Coronet Theatre. A fronte della nuova fama acquisita dal cinema, il governo coloniale di Hong Kong inizia a intervenire sempre pi\u00f9 attivamente alla regolamentazione e controllo delle proiezioni cinematografiche. Questo s\u00ec per ragioni di sicurezza, in quanto le sale erano spesso improvvisate e costruite con materiali facilmente infiammabili, mentre le pellicole erano in nitrato; ma soprattutto per ragioni di controllo culturale e morale dei contenuti filmici e di gestione delle folle.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale regolamentazione e controllo, tuttavia, riflette gerarchie razziali e sociali proprie del sistema coloniale britannico. Le leggi in materia di sicurezza vengono, infatti, applicate in maniera selettiva: i teatri frequentati da pubblico cinesi sono sottoposti a maggiori controlli rispetto ai teatri occidentali, sulla base di stereotipi coloniali che vedono i luoghi di intrattenimento cinesi come affollati, poco igienici e pericolosi, associati quindi alla criminalit\u00e0 e al disordine pubblico. Il problema, quindi, non \u00e8 tanto il cinema in s\u00e9, bens\u00ec la popolazione cinese stessa, percepita come difficile da controllare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La produzione cinematografica hongkonghese<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/c\/cb\/LaiMan-Wai.jpg\" alt=\"undefined\" style=\"aspect-ratio:1.0337237977805178;width:242px;height:auto\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" class=\"lazyload\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La produzione cinematografica locale comincia, in realt\u00e0, gi\u00e0 nei primi anni del Novecento, ma in modo sporadico e ancora sperimentale e portata avanti perlopi\u00f9 da operatori stranieri o compagnie itineranti. \u00c8 solamente all\u2019inizio degli anni \u201910 che emergono i primi e veri propri tentativi di produzione narrativa locale, collegati spesso al teatro cantonese. Il primo film prodotto \u00e8 \u201c<strong>Zhuangzi Tests His Wife<\/strong>\u201d <strong>\u5e84\u5b50\u8bd5\u59bb<\/strong>, risalente al 1910, diretto da <strong>Lai Man-wai \u9ece\u6c11\u5049<\/strong>, considerato uno dei pioneri del cinema cinese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 negli anni Venti che la produzione locale inizia a svilupparsi in modo pi\u00f9 significativo, grazie anche alla fondazione della prima compagnia cinematografica di spicco a Hong Kong: la <strong>Minxin \u6c11\u65b0\u5f71\u7247\u516c\u53f8<\/strong>, anche chiamata China Sun Motion Picture Company, fondata da Lai Man-wai, i suoi fratelli Li Beihai \u674e\u5317\u6d77 e Li Haishan \u674e\u6d77\u5c71, e Liang Shaobo \u674e\u6d77\u5c71 nel 1922. Tuttavia, tre anni dopo, Lai sposta la Minxin a Shanghai, dove poi verr\u00e0 assorbita negli anni \u201930 dalla Lianhua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1933 la Tianyi inizia la produzione di film sonori in cantonese e l\u2019anno dopo si trasferisce a Hong Kong, dove diventer\u00e0 <strong>Nanyang <\/strong><strong>\u5357\u6d0b\u5f71\u7247\u516c\u53f8<\/strong> nel 1936, dopo che un decreto governativo ha messo al bando i film di arti marziali e fantasmi in cui si \u00e8 specializzata fino a quel momento. Sebbene nel 1936 il KMT metta al bando anche l\u2019uso del cantonese nel cinema, l\u2019inizio della guerra lo fa passare inosservato. A seguito della caduta di Shanghai, molti registi fuggono a Hong Kong, dove nasce un cinema patriottico antigiapponese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio in questo periodo che Hong Kong emerge come epicentro dei migliori registi cinesi e di produzione del cinema cantonese, ma questa rapida ascesa subisce un alt a causa dell\u2019occupazione giapponese del 1941: qui emerge una grande differenza con Shanghai, infatti i giapponesi non riescono a costruire studios collaborazionisti come invece era successo a Shanghai. L\u2019occupazione giapponese termina nel 1944, ma \u00e8 solamente con la resa del Giappone nell\u2019agosto 1945 che si vede un\u2019effettiva rinascita del cinema a Hong Kong, una rinascita che si mostra fin da subito rapidissima: gi\u00e0 nel 1947, infatti, escono circa 90 film.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il periodo \u201cclassico\u201d (dal 1946 ca. al 1970)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel dopoguerra Hong Kong diventa un centro industriale e commerciale moderno: emerge la classe media, nascono i miti del successo e della carriera. Il cinema diventa ben presto una delle industrie pi\u00f9 redditizie, grazie all\u2019implementazione pi\u00f9 strutturata dello <em>studio system <\/em>in stile hollywoodiano, consolidato soprattutto dalla Shaw Brothers e dalla MP&amp;GI (Motion Picture and General Investment Limited).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha cos\u00ec inizio la prima Epoca d\u2019Oro del cinema di Hong Kong.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La MP&amp;GI \u2014 poi rinominata Cathay \u2014 viene fondata da <strong>Loke Wan Tho <\/strong><strong>\u9678\u904b\u6fe4<\/strong> nel 1935. Essa produce film in mandarino rivolti alla diaspora cinese e alla nuova classe media urbana. I film mostrano uno stile cosmopolita, moderno e influenzato da Hollywood, con forte attenzione alle star e alla vita borghese. La Cathay compete direttamente con la Shaw Brothers, creando un vero <em>star system<\/em>, oltre allo studio system menzionato prima. Questo periodo \u00e8 anche segnato dalla Guerra Fredda, con film che promuovono una modernit\u00e0 filo-occidentale. L\u2019epoca d\u2019oro termina bruscamente nel 1964 con la morte di Loke Wan Tho in un incidente aereo, e lo studio chiude definitivamente nel 1971.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_1280,h_715\/https:\/\/zolimacitymag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/TheMamboGirl_CathayStudios_FarEastFilmFestival_2_ZolimacityMag.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-52569 lazyload\" style=\"aspect-ratio:1.7903126916002452;width:605px;height:auto\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Film emblematico di quest\u2019era \u00e8 il musical \u201c<strong>Mambo Girl<\/strong>\u201d <strong>\u66fc\u6ce2\u5973\u90ce<\/strong> del 1957, diretto da <strong>Evan Yang <\/strong><strong>\u694a\u5f65\u5c90<\/strong>, uno dei film che consolidano la reputazione da superstar di <strong>Grace Chang <\/strong><strong>\u5f35\u7389\u82b3<\/strong>, anche conosciuta come Ko Lan. Il film narra la storia di una ragazza vivace e moderna che vive con una famiglia adottiva benestante. Ama cantare, ballare e uscire con gli amici, incarnando il modello della giovane donna urbana degli anni Cinquanta. La sua vita spensierata cambia quando scopre di essere stata adottata, evento che la spinge a cercare le proprie origini e che introduce una dimensione pi\u00f9 emotiva e intima nella narrazione. Allo stesso tempo, il film offre un ritratto di Hong Kong come citt\u00e0 moderna e cosmopolita, mostrando locali notturni, balli occidentali come il mambo, moda contemporanea e la vita quotidiana della classe media urbana. Questo stile riflette l\u2019influenza di Hollywood e della cultura pop occidentale nel cinema di Hong Kong, e in particolare della Cathay, di questo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre cresce dal punto di vista tecnico, il cinema si articola in una variet\u00e0 di generi inedita nel panorama sinofono, soprattutto a seguito del bando di diversi generi come il <em>wuxiapian<\/em> nella Cina continentale di Mao. Dunque, il cinema di Hong Kong diventa un mezzo di espressione privilegiato, che guarda sempre alla Cina con grande nostalgia ma che cerca continuamente di reinventarsi attraverso una ricca articolazione di generi: si diffondono le commedie, i crime, i dramma familiari e cos\u00ec via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grande problematica del cinema di quest\u2019epoca \u00e8 sia la competizione nel mercato con i film hollywoodiani, sia la questione linguistica: vengono prodotti film in cantonese, in mandarino, in chiu-chow (dialetto di Hong Kong) e in fukienese (dialetto della provincia meridionale del Fujian, cui film diventano estremamente popolari negli anni \u201950). Si risolve a questo problema adottando la pratica, ancora oggi in auge, della sottotitolazione dei film con i caratteri, cos\u00ec da permettere a tutti i pubblici sinofoni di seguire i dialoghi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un genere tipico che continua nel dopoguerra \u00e8, appunto, il genere delle arti marziali. Necessaria \u00e8 una spiegazione riguardo il termine cinese <em>wuxiapian<\/em>: tradizionalmente, esso indicava tutti i film di arti marziali, ma dagli anni \u201960\/\u201970 \u2014 con l\u2019introduzione del termine cantonese <em>gongfu<\/em>, che indica le arti marziali a mani nude \u2014 <em>wuxia<\/em> fa riferimento solamente ai film con gli spadaccini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il periodo di transizione (dal 1970 al 1978)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1970 nasce a Hong Kong la compagnia cinematografica <strong>Golden Harvest \u5609\u79be\u5a1b\u6a02\u4e8b\u696d\u96c6\u5718\u6709\u9650\u516c\u53f8<\/strong>, fondata dagli ex-dipendenti dello Studio Shaw: Raymond Chow \u9112\u6587\u61f7 e Leonard Ho \u4f55\u51a0\u660c, che ha ruolo centrale nella diffusione dei film d\u2019azione, quindi <em>wuxiapian<\/em> e <em>gongfupian<\/em>, nel mercato internazionale. La Golden ha dominato nel mercato fino agli anni \u201980 grazie alla maggiore flessibilit\u00e0 nell\u2019approccio agli affari rispetto alla Shaw. Ci\u00f2 che contribuisce al successo della Golden Harvest, per\u00f2, sono i film emblema del <em>gongfupian<\/em>, entrambi con attore protagonista <strong>Bruce Lee \u674e\u632f\u85e9 (Lee Jun-fan)<\/strong>: \u201cI<strong>l furore della Cina colpisce ancora<\/strong>\u201d <strong>\u5510\u5c71\u5927\u5144<\/strong> (uscito in Occidente come sequel) del 1971 \u201c<strong>Dalla Cina con furore<\/strong>\u201d del 1972, diretti da <strong>Lo Wei \u7f57\u7dad<\/strong>, il secondo film da record storico, infatti incasser\u00e0 4 milioni di dollari locali.<\/p>\n\n\n<style>.kb-image440_6ec3ff-23.kb-image-is-ratio-size, .kb-image440_6ec3ff-23 .kb-image-is-ratio-size{max-width:339px;width:100%;}.wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image440_6ec3ff-23.kb-image-is-ratio-size, .wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image440_6ec3ff-23 .kb-image-is-ratio-size{align-self:unset;}.kb-image440_6ec3ff-23 figure{max-width:339px;}.kb-image440_6ec3ff-23 .image-is-svg, .kb-image440_6ec3ff-23 .image-is-svg img{width:100%;}.kb-image440_6ec3ff-23 .kb-image-has-overlay:after{opacity:0.3;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-image kb-image440_6ec3ff-23\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"735\" height=\"539\" data-src=\"https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Bruce-Lee-Enter-The-Dragon1973.jpg\" alt=\"\" class=\"kb-img wp-image-442 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Bruce-Lee-Enter-The-Dragon1973.jpg 735w, https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Bruce-Lee-Enter-The-Dragon1973-300x220.jpg 300w\" data-sizes=\"(max-width: 735px) 100vw, 735px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 735px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 735\/539;\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bruce Lee diventa ben presto una leggenda a livello internazionale, i suoi film saranno un successo in tutto e il mondo e diventeranno simbolo dell\u2019Asia insorgente. La fama di Bruce Lee \u00e8 tale che negli anni successivi alla sua morte nel 1973, usciranno dei \u201csequel\u201d del film del &#8217;72 con protagonisti dei sosia di Lee: ha inizio il fenomeno chiamato \u201c<strong>Bruceploitation<\/strong>\u201d, per cui molti registi&nbsp; a Hong Kong, a Taiwan e in Corea del Sud scelgono attori simili a Lee per cavalcare l\u2019onda del suo successo internazionale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio \u00e8 il \u201c<strong>Il ritorno di Palma d\u2019Acciaio<\/strong>\u201d <strong>\u7cbe\u6b66\u9580\u7e8c\u96c6<\/strong>del 1977, diretto da Iksan Lahardi e Tso-nam Lee, con protagonista \u201cBruce Li\u201d alias di Ho Chung-tao \u4f55\u5b97\u9053.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1972 nasce la <strong>Concord Production Inc <\/strong><strong>\u5354\u548c\u96fb\u5f71\u516c\u53f8<\/strong>, fondata da Bruce Lee e Raymond Chow, che produce tre grandi successi: \u201c<strong>L\u2019urlo di Chen terrorizza anche l\u2019Occidente<\/strong>\u201d <strong>\u731b\u9f8d\u904e\u6c5f<\/strong> del 1972 diretto e interpretato da Bruce Lee, affiancato dall&#8217;attore co-protagonista un Chuck Norris agli esordi; \u201c<strong>I 3 dell\u2019Operazione Drago<\/strong>\u201d <strong>\u9f8d\u722d\u864e\u9b25<\/strong> del 1973, diretto da Robert Clouse, primo film pensato per il mercato occidentale e non solo per quello asiatico, considerato infatti il film migliore di Bruce Lee a livello internazionale; \u201c<strong>L\u2019ultimo combattimento di Chen<\/strong>\u201d <strong>\u6b7b\u4ea1\u904a\u6232<\/strong> del 1972, diretto da Bruce Lee, l\u2019ultimo suo progetto cinematografico, dato che passa a miglior vita durante la realizzazione del film.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Concord Production viene assorbita nel 1976 dalla Golden Harvest.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La prima New Wave (dal 1979 al 1986 ca.)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio questa l\u2019epoca in cui il primato del cinema viene affidato al cinema in lingua cantonese. Ci\u00f2 coincide infatti con un dibattito pubblico sull\u2019identit\u00e0 hongkonghese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emerge, inoltre, una vera e propria cultura del cinema, che si concentra su riviste, cine-club, e dei workshop informali sulla produzione in pellicola da 16mm. Nel 1977 nasce l\u2019<strong>Hong Kong Film Festival<\/strong>, che permette l\u2019accesso alla comunit\u00e0 delle produzioni estere e, allo stesso tempo, indaga sulla storia del cinema della colonia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A seguito di questi cambiamenti, emerge la cosiddetta New Wave, formata da registi spesso formatisi nel Nord America o in Inghilterra, e che iniziano la propria carriera come registi di telefilm per poter entrare nel mondo dei film studios. Registi importanti di questa Prima New Wave sono Ann Hui, Tsui Hark e John Woo: ognuno di loro ha rivoluzionato il cinema di Hong Kong, rendendolo unico. A inaugurare questa nuova tendenza del cinema sono i film \u201c<strong>The Secret<\/strong>\u201d <strong>\u760b\u52ab<\/strong> di Ann Hui e \u201c<strong>The Butterfly Murders<\/strong>\u201d <strong>\u8776\u8b8a<\/strong> di Tsui Hark, entrambi del 1979.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ann Hui \u8a31\u978d\u83ef<\/strong> \u00e8 la figura pi\u00f9 \u201crealista\u201d e socialmente impegnata di questa New Wave, in quanto nei suoi film sono centrali i temi dell\u2019identit\u00e0, del colonialismo e dell\u2019immigrazione. Il suo cinema \u00e8 dimostrazione che l\u2019industria di Hong Kong pu\u00f2 anche andare oltre ai blockbusters o alle produzioni meramente commerciali. Il primo grande successo di Ann Hui \u00e8 \u201c<strong>Boat People<\/strong>\u201d <strong>\u6295\u5954\u6012\u6d77<\/strong> del 1982, portato l\u2019anno successivo al Festival di Cannes, che \u00e8 l\u2019ultimo film della \u201cTrilogia del Vietnam\u201d dopo la serie TV \u201cBelow the Lion Rock: the Boy from Vietnam\u201d \u7345\u5b50\u5c71\u4e0b\uff1a\u4f86\u5ba2 del 1978 e \u201cThe Story of Woo Viet\u201d \u80e1\u8d8a\u7684\u6545\u4e8b del 1981 \u2014 uno dei primi film drammatici prodotti a Hong Kong ad essere anche politico.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/a.ltrbxd.com\/resized\/film-poster\/2\/5\/0\/8\/4\/25084-peking-opera-blues-0-230-0-345-crop.jpg?v=e56d7db32d\" alt=\"\" style=\"width:162px;height:auto\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" class=\"lazyload\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tsui Hark <\/strong><strong>\u5f90\u514b<\/strong> incarna la creativit\u00e0 esplosiva del cinema di Hong Kong, grazie alla sua tendenza all\u2019inventivit\u00e0 e alla sperimentazione: i suoi film mescolano generi diversi, la tradizione cinese con il cinema occidentale, con una narrazione frenetica e visivamente spettacolare, risultando densi, veloci e pieni di eventi. Un esempio emblematico di queste caratteristiche \u00e8 il film \u201c<strong>Peking Opera Blues<\/strong>\u201d <strong>\u5200\u99ac\u65e6<\/strong> del 1986: ivi Hark mescola la commedia d\u2019azione con scene ispirate all\u2019Opera di Pechino, ambientando la narrazione nell\u2019epoca dei signori della guerra e costruendo una narrazione dinamica su tre protagoniste.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" data-src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/zh\/thumb\/6\/6d\/The_Killer_movie_poster_1989.jpg\/250px-The_Killer_movie_poster_1989.jpg\" alt=\"\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" class=\"lazyload\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>John Woo <\/strong><strong>\u5433\u5b87\u68ee<\/strong> si concentra sul genere del film d\u2019azione, inventando lo stile definito dal critico cinematografico Rick Baker con il termine <strong><em>heroic<\/em><\/strong> <strong><em>bloodshed<\/em><\/strong>: si tratta di una tipologia di film d\u2019azione che presenta pi\u00f9 sparatorie e gangsters, rispetto al kung fu. All\u2019azione e al sangue, tuttavia, si mescola un\u2019altra componente: l\u2019emotivit\u00e0. Infatti i temi sono spesso la fratellanza, l\u2019onore, il dovere e la redenzione.&nbsp; Archetipo di questo genere \u00e8 \u201cThe Killer\u201d \u558b\u8840\u53cc\u96c4 del 1989, diretto da Woo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">John Woo, cos\u00ec come anche <strong>Ringo Lam <\/strong><strong>\u6797\u5dba\u6771<\/strong>, consolidano questo stile in un vero e proprio genere, che avr\u00e0 un impatto a livello globale. Basti pensare al film \u201cResevoir Dogs\u201d (\u201cLe iene\u201d) del 1992 diretto da Tarantino: \u00e8 evidente l\u2019ispirazione al film dell\u201987 di Lam \u201c<strong>City on Fire<\/strong>\u201d <strong>\u6797\u5dba\u6771<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La seconda New Wave (dal 1987 agli anni \u201990)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il successo del cinema della prima New Wave permette la rinascita di un cinema maggiormente autoriale rappresentato dalla seconda New Wave, inaugurata da registi come <strong>Wong Kar-wai<\/strong>, <strong>Stanley Kwan<\/strong> e <strong>Clara Law<\/strong>, che hanno studiato all\u2019estero e accumulato esperienza televisiva e cinematografica al fianco dei grandi registi degli anni \u201970 e \u201980. Ci\u00f2 che li separa dall\u2019esordio dei grandi maestri della generazione precedente sono solamente un paio di anni, in cui avviene una decisione fondamentale di carattere storico-politico: l\u2019accordo tra Gran Bretagna e Cina popolare nel 1984 sul rientro di Hong Kong nella Mainland, previsto per il 1997. I film realizzati in questo periodo, infatti, riflettono sull\u2019identit\u00e0 contraddittoria della citt\u00e0, attraverso uno sperimentalismo pi\u00f9 maturo.<\/p>\n\n\n<style>.kb-image440_293cf9-4e.kb-image-is-ratio-size, .kb-image440_293cf9-4e .kb-image-is-ratio-size{max-width:266px;width:100%;}.wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image440_293cf9-4e.kb-image-is-ratio-size, .wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image440_293cf9-4e .kb-image-is-ratio-size{align-self:unset;}.kb-image440_293cf9-4e figure{max-width:266px;}.kb-image440_293cf9-4e .image-is-svg, .kb-image440_293cf9-4e .image-is-svg img{width:100%;}.kb-image440_293cf9-4e .kb-image-has-overlay:after{opacity:0.3;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-image kb-image440_293cf9-4e\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"402\" height=\"612\" data-src=\"https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/3.jpg\" alt=\"\" class=\"kb-img wp-image-445 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/3.jpg 402w, https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/3-197x300.jpg 197w\" data-sizes=\"(max-width: 402px) 100vw, 402px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 402px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 402\/612;\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Wong Kar-wai <\/strong><strong>\u738b\u5bb6\u885b<\/strong> si afferma sin dai suoi primi film, da &#8220;<strong>As Tears Go By<\/strong>&#8221; <strong>\u65fa\u89d2\u5361\u9580<\/strong> (1988) a \u201c<strong>Days of Being Wild<\/strong>\u201d <strong>\u963f\u98db\u6b63\u50b3<\/strong> (1990), fino a \u201c<strong>Hong Kong Express<\/strong>\u201d <strong>\u91cd\u6176\u68ee\u6797<\/strong> (1994), \u201c<strong>Ashes of Time<\/strong>\u201d <strong>\u6771\u90aa\u897f\u6bd2<\/strong> (1994) e \u201c<strong>Angeli perduti<\/strong>\u201d <strong>\u5815\u843d\u5929\u4f7f<\/strong> (1995), conquistando soprattutto l\u2019attenzione della critica e ottenendo numerosi riconoscimenti agli Hong Kong Film Awards.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Successivamente, grazie a film come \u201c<strong>Happy Together<\/strong>\u201d <strong>\u6625\u5149\u4e4d\u6d29<\/strong> (1997), \u201c<strong>In the Mood for Love<\/strong>\u201d <strong>\u82b1\u6a23\u5e74\u83ef<\/strong> (2000), \u201c<strong>2046<\/strong>\u201d (2004) e \u201c<strong>Un bacio romantico<\/strong>\u201d (2007), si afferma come regista di fama internazionale, vincendo anche il premio per la miglior regia al Festival di Cannes. \u00c8 oggi considerato uno dei pi\u00f9 importanti autori del cinema mondiale e tra i registi pi\u00f9 autorevoli di Hong Kong.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cinema di Wong Kar-wai prende le mosse dal cinema di genere, in particolare dal noir e dal melodramma, ma li rielabora in una forma personale e altamente stilizzata. Il legame con la <strong>cultura popolare <\/strong>\u00e8 evidente nelle frequenti storie d\u2019amore, soprattutto nei primi film, e nell\u2019uso insistito della musica pop, che spesso accompagna intere sequenze come in un video musicale. Tuttavia, pur partendo da elementi del cinema commerciale, le sue opere si distinguono per una forte dimensione estetica e letteraria che le allontana da una semplice classificazione come film commerciali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>componente letteraria<\/strong> \u00e8 particolarmente importante nel suo cinema, soprattutto attraverso l\u2019uso della voce fuori campo e dei monologhi interiori, che conferiscono alle narrazioni un tono poetico e psicologico. I personaggi riflettono spesso su ricordi, nostalgie e amori perduti, creando una narrazione frammentata in cui passato, presente e realt\u00e0 immaginata si intrecciano. Questa struttura spezzata \u00e8 sostenuta da parallelismi tra situazioni e personaggi, da intrecci che si incrociano e da strutture circolari, in cui i protagonisti tornano negli stessi luoghi o ripetono gesti e parole, creando una sensazione di tempo sospeso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista stilistico, Wong Kar-wai si distingue per un forte <strong>eclettismo<\/strong>. Utilizza diverse tecniche cinematografiche, dal piano sequenza con macchina a mano alle inquadrature fisse con grandangolo, fino a un realismo influenzato dal <em>cin\u00e9ma-v\u00e9rit\u00e9<\/em>. Le sue immagini, spesso sensuali e barocche, devono molto anche al lavoro del direttore della fotografia <strong>Christopher Doyle<\/strong>. Il regista fa largo uso di effetti visivi in post-produzione, come rallentamenti, accelerazioni e immagini \u201ca scatti\u201d, influenzate dallo stile dei videoclip musicali, ma inserite in una narrazione cinematografica pi\u00f9 complessa e significativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema centrale del cinema di Wong Kar-wai \u00e8 il <strong>tempo<\/strong>, spesso sottolineato da inquadrature di orologi e dall\u2019ossessione per le scadenze. Il tempo \u00e8 rappresentato come memoria, nostalgia, cambiamento e durata, ed \u00e8 strettamente legato alle storie d\u2019amore impossibili o finite che popolano i suoi film. Un altro elemento fondamentale \u00e8 la citt\u00e0 di Hong Kong, che nei suoi lavori diventa un vero e proprio personaggio. Il regista rievoca spesso la citt\u00e0 attraverso i ricordi della propria infanzia, trasformandola in uno spazio nostalgico e quasi perduto. Molti critici hanno inoltre interpretato il suo cinema come un\u2019allegoria dell\u2019attesa del 1997, anno della restituzione di Hong Kong alla Cina, un tema che emerge chiaramente anche in \u201c2046\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"border-style:none;border-width:0px\"><strong>Stanley Kwan <\/strong><strong>\u95dc\u9326\u9d6c<\/strong> ha anch\u2019egli lavorato nella televisione e si \u00e8 formato accanto a registi della generazione precedente, scegliendo per\u00f2 poi il melodramma come genere di riferimento. Tuttavia, a differenza di Wong, Kwan ha avuto un minore legame con la cultura popolare, e questo ha limitato la sua diffusione presso il pubblico occidentale, pur rimanendo una figura importante e apprezzata dalla critica.<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-image.kb-image440_2ec832-07:not(.kb-specificity-added):not(.kb-extra-specificity-added) > figure{margin-top:0px;margin-bottom:var(--global-kb-spacing-md, 2rem);}.kb-image440_2ec832-07.kb-image-is-ratio-size, .kb-image440_2ec832-07 .kb-image-is-ratio-size{max-width:295px;width:100%;}.wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image440_2ec832-07.kb-image-is-ratio-size, .wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image440_2ec832-07 .kb-image-is-ratio-size{align-self:unset;}.kb-image440_2ec832-07 figure{max-width:295px;}.kb-image440_2ec832-07 .image-is-svg, .kb-image440_2ec832-07 .image-is-svg img{width:100%;}.kb-image440_2ec832-07 .kb-image-has-overlay:after{opacity:0.3;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-image kb-image440_2ec832-07\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"981\" data-src=\"https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Stanley-Kwan-Rouge.jpg\" alt=\"\" class=\"kb-img wp-image-449 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Stanley-Kwan-Rouge.jpg 736w, https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Stanley-Kwan-Rouge-225x300.jpg 225w\" data-sizes=\"(max-width: 736px) 100vw, 736px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 736px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 736\/981;\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei suoi film, da \u201c<strong>Women<\/strong>\u201d <strong>\u5973\u4eba\u5fc3<\/strong> del 1984, a \u201c<strong>Rouge<\/strong>\u201d    <strong>\u80ed\u8102\u6263<\/strong> del 1987, da \u201c<strong>Center Stage<\/strong>\u201d <strong>\u962e\u73b2\u7389<\/strong> del 1991 a \u201c<strong>Everlasting Regret<\/strong>\u201d <strong>\u957f\u6068\u6b4c<\/strong> del 2005, il centro della narrazione \u00e8 quasi sempre un personaggio femminile in conflitto con il proprio ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019identit\u00e0 femminile nei suoi film appare fluida e divisa, oscillando tra il ruolo di soggetto e oggetto del desiderio. I suoi personaggi vivono spesso una scissione interiore e un senso di distanza emotiva, come dimostrano figure emblematiche come il fantasma interpretato da <strong>Anita Mui \u6885\u8277\u82b3<\/strong> in \u201cRouge\u201d o la diva cinematografica interpretata da <strong>Maggie Cheung<\/strong> <strong>\u5f35\u66fc\u7389<\/strong> in \u201cCenter Stage\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cinema di Kwan si caratterizza inoltre per una dimensione pi\u00f9 distaccata rispetto a quello di Wong Kar-wai: l\u2019amore e le relazioni vengono osservati con maggiore distanza, e i personaggi sembrano sempre consapevoli di recitare un ruolo. Considerato un autore solitario e fuori dalle tendenze dominanti del cinema di Hong Kong, Kwan ha affrontato anche temi legati alla sessualit\u00e0 e all\u2019identit\u00e0 di genere, influenzati dalla sua omosessualit\u00e0, prima nascosta e poi dichiarata pubblicamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche <strong>Clara Law <\/strong><strong>\u7f85\u5353\u7464<\/strong> si afferma ben presto come pilastro della New Wave. Law si forma inizialmente a Hong Kong e successivamente alla National Film and Television School in Gran Bretagna, un\u2019esperienza che influenzer\u00e0 profondamente il suo sguardo transnazionale e la sua sensibilit\u00e0 narrativa. Fin dagli esordi, il suo cinema si distingue per una forte attenzione ai temi dell\u2019identit\u00e0, della migrazione e dello spaesamento culturale, elementi che riflettono anche la storia personale della regista. Il suo film d\u2019esordio, \u201c<strong>The Other Half and the Other Half<\/strong>\u201d <strong>\u6211\u611b\u592a\u7a7a\u4eba<\/strong> del 1988, anticipa gi\u00e0 il suo interesse per la dimensione intima e relazionale, mentre \u201c<strong>Farewell China<\/strong>\u201d del 1990 affronta in modo diretto le difficolt\u00e0 dell\u2019emigrazione cinese negli Stati Uniti, ponendo al centro la disillusione del sogno migratorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei suoi film pi\u00f9 celebri, \u201c<strong>Autumn Moon<\/strong>\u201d <strong>\u79cb\u6708<\/strong> del 1992, premiato al Festival di Locarno, rappresenta un momento fondamentale della sua carriera: il film esplora l\u2019incontro tra una giovane studentessa di Hong Kong e un turista giapponese, utilizzando ritmi contemplativi e una narrazione minimalista per riflettere sull\u2019alienazione urbana e sulla solitudine contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Analogamente, \u201c<strong>Le tentazioni di un monaco<\/strong>&#8221; <strong>\u8a98\u50e7<\/strong> del 1993, ambientato nella Cina medievale, mostra la versatilit\u00e0 della regista, che combina elementi storici e spirituali per indagare il conflitto tra desiderio e rinuncia.&nbsp;<\/p>\n\n\n<style>.kb-image440_fefda3-26.kb-image-is-ratio-size, .kb-image440_fefda3-26 .kb-image-is-ratio-size{max-width:535px;width:100%;}.wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image440_fefda3-26.kb-image-is-ratio-size, .wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image440_fefda3-26 .kb-image-is-ratio-size{align-self:unset;}.kb-image440_fefda3-26 figure{max-width:535px;}.kb-image440_fefda3-26 .image-is-svg, .kb-image440_fefda3-26 .image-is-svg img{width:100%;}.kb-image440_fefda3-26 .kb-image-has-overlay:after{opacity:0.3;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-image kb-image440_fefda3-26\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"572\" data-src=\"https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-07-alle-19.47.58-1024x572.png\" alt=\"\" class=\"kb-img wp-image-450 lazyload\" data-srcset=\"https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-07-alle-19.47.58-1024x572.png 1024w, https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-07-alle-19.47.58-300x168.png 300w, https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-07-alle-19.47.58-768x429.png 768w, https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-07-alle-19.47.58-1536x858.png 1536w, https:\/\/www.sinomondi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-07-alle-19.47.58.png 1984w\" data-sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 1024px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 1024\/572;\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo essersi trasferita in Australia, Law realizza \u201c<strong>Floating Life<\/strong>\u201d <strong>\u6d6e\u751f<\/strong> nel 1996, che \u00e8 forse il suo film pi\u00f9 rappresentativo: ivi racconta la diaspora di una famiglia hongkonghese e il senso di disorientamento culturale vissuto dai migranti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emerge qui, pi\u00f9 di altri suoi film, la capacit\u00e0 della regista di coniugare la dimensione personale e la riflessione storica, mediante il suo stile sempre estremamente e profondamente contemplativo. Altra caratteristica che emerge nei suoi film \u00e8 l\u2019andamento lento della narrazione, accompagnato da una forte componente visiva e simbolica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bordwell, David. \u201cPlanet Hong Kong. Popular Cinema and the Art of Entertainment\u201d, <em>Harvard University Press<\/em>, 2000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla Gassa, Marco e Tomasi, Dario. \u201cIl cinema dell&#8217;Estremo Oriente. Cina, Corea del Sud, Giappone, Hong Kong, Taiwan, dagli anni Ottanta ad oggi\u201d, <em>UTET Universit\u00e0<\/em>, 2010.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pezzotta, Alberto. \u201cTutto il cinema di Hong Kong\u201d, <em>Baldini &amp; Castoldi Editore<\/em>, 1999.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Yeh, Emilie Yueh-yu. \u201cThe colonial screen: early cinema in Hong Kong\u201d, <em>Oxford University Press<\/em>, 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Yeh, Emile Yueh-yu. <em>\u201c<\/em>Early Film Culture in Hong Kong, Taiwan, and Republican China: Kaleidoscopic Histories\u201d, <em>University of Michigan Press, <\/em>2018.<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_8db1b2-57, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_8db1b2-57[data-kb-block=\"kb-adv-heading440_8db1b2-57\"]{font-style:normal;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_8db1b2-57 mark.kt-highlight, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_8db1b2-57[data-kb-block=\"kb-adv-heading440_8db1b2-57\"] mark.kt-highlight{font-style:normal;color:#f76a0c;-webkit-box-decoration-break:clone;box-decoration-break:clone;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_8db1b2-57 img.kb-inline-image, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading440_8db1b2-57[data-kb-block=\"kb-adv-heading440_8db1b2-57\"] img.kb-inline-image{width:150px;vertical-align:baseline;}<\/style>\n<h2 class=\"kt-adv-heading440_8db1b2-57 wp-block-kadence-advancedheading\" data-kb-block=\"kb-adv-heading440_8db1b2-57\"><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli studi sulla storia del cinema cinese, la questione delle origini ha occupato a lungo una posizione centrale, spesso affrontata attraverso una prospettiva nazionale che privilegia la Cina continentale, con&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":453,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_kad_post_transparent":"default","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-440","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinomondi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/440","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinomondi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinomondi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinomondi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinomondi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=440"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.sinomondi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/440\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":707,"href":"https:\/\/www.sinomondi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/440\/revisions\/707"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinomondi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/453"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinomondi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinomondi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinomondi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}