L’animazione in Cina dagli anni 2000 ad oggi: una guida pratica e alcuni consigli

Negli ultimi vent’anni, l’animazione prodotta in Cina — chiamata donghua 中国动画 — ha vissuto una crescita sorprendente, passando da essere una produzione limitata e poco conosciuta a una in forte espansione, in grado di competere a livello internazionale. La crescita di questo settore è stata principalmente favorita dagli investimenti governativi sempre maggiori, dalle nuove tecnologie e dalla crescita di diverse piattaforme di streaming.
Negli anni Novanta, l’animazione cinese attraversa un periodo di crisi. Le produzioni locali faticano a competere con l’enorme successo degli anime giapponesi e dei cartoni occidentali, mentre gli studi d’animazione soffrono per la mancanza di finanziamenti e infrastrutture tecnologiche adeguate. Ma nei primi anni 2000 la situazione cambia.
Il governo cinese comincia a investire massicciamente nel settore creativo, riconoscendo il potenziale culturale ed economico dell’animazione. Vengono introdotte politiche di sostegno, incentivi fiscali e programmi di formazione per nuovi animatori. Allo stesso tempo, l’avvento delle tecnologie digitali rende la produzione sempre più accessibile e meno costosa.
Un altro fattore fondamentale è la crescita di piattaforme online come BiliBili, Tencent Video e iQIYI, che permettono la distribuzione di contenuti animati a un pubblico più ampio. Grazie all’avvento di queste piattaforme, ha vita una nuova generazione di animatori indipendenti.
Tra il 2000 e il 2015, l’animazione cinese inizia a sperimentare nuovi stili e generi. Molti studi si ispirano infatti all’animazione giapponese, cercando allo stesso tempo di sviluppare una propria identità culturale, attingendo spesso alla tradizione letteraria e culturale e alla mitologia cinese.

Un esempio emblematico è il film “Monkey King: Hero Is Back” 西游记之大圣归来 del 2015, diretto da Tian Xiaopeng 田晓鹏, che è anche il suo debutto direttoriale. Esso è un adattamento in computer animation di “Il viaggio in Occidente” 西遊記 (1590) scritto da Wu Cheng’en 吳承恩, uno dei quattro romanzi classici cinesi, risalente al periodo della dinastia Ming.
Il film, appartenente al genere fantasy, narra la storia del Re delle Scimmie Sun Wukong, il quale viene imprigionato dal Buddha per essersi ribellato al Cielo. La sua prigionia ha fine solamente cinquecento anni dopo, quando un bambino chiamato Liuer lo libera, così da ottenere aiuto nella difesa del suo villaggio. La parte finale si ricollega ai temi del romanzo, come ad esempio il fatto che Sun riottenga tutti i suoi poteri solamente quando si batte per qualcun altro, oppure il fatto che lui stesso rappresenti una mente illuminata. Il bambino, inoltre, dovrebbe essere Xuanzang stesso (il protagonista del romanzo).
Questo film riesce ad arrivare terzo al box office cinese, arrivando inoltre settimo nella lista dei film con maggiori incassi del 2015 in Cina, venendo superato l’anno dopo da Zootopia e Kung Fu Panda 3.
Un altro titolo significativo è il primo film di una trilogia in corso d’opera: “Big Fish & Begonia” 大鱼海棠 del 2016, diretto da Liang Xuan 梁旋 e Zhang Cun 张春, sempre del genere fantasy.
Il film è ambientato in un mondo mistico sottostante a quello umano, popolato da entità con poteri magici. La protagonista, chiamata Chun, raggiunti i 16 anni, che è l’età in cui i giovani possono salire in superficie e conoscere il mondo umano, si imbarca nel rito di passaggio, però con il divieto di avere contatti con gli esseri umani. La narrazione è incentrata, quindi, sulle vicissitudini di Chun a seguito di un breve contatto con un essere umano, che l’ha aiutata a liberarsi dalla rete da pesca in cui si è impigliata.
I temi principali quali la metamorfosi, la reincarnazione e il rapporto tra vita e morte sono da una parte ispirati al pensiero taoista e alla mitologia cinese, dall’altro traggono come spunto la vicina animazione giapponese. I registi stessi hanno affermato, infatti, da una parte di essersi ispirati alle storie tradizionali — considerate da loro come dei veri e propri tesori — quali il “Zhuangzi” e il “Classico delle Montagne”, volendole comunicare e trasmettere attraverso il grande mezzo di massa del cinema; dall’altra, si sono ispirati alle ambientazioni dei film di Miyazaki, come ad esempio “La città incantata”, ma utilizzando il colore in maniera differente.
Negli ultimi anni, l’animazione cinese ha raggiunto una maturità sempre maggiore. Le produzioni sono diventate più sofisticate, sia dal punto di vista tecnico che narrativo, e hanno iniziato a conquistare il pubblico internazionale.

Un esempio di estremo successo e rappresentativo è “Ne Zha” 哪吒之魔童降世 del 2019, scritto e diretto da Jiaozi 饺子 (pseudonimo di Yang Yu 杨宇), prodotto dalla casa di animazione di proprietà del regista stesso: la Chengdu Coco Cartoon 可可豆動畫, fondata nel 2009 come Dumping Animation Studio. Questo film è ancora oggi il film d’animazione cinese con più incassi sia nel mercato domestico che in quello internazionale.
La storia è liberamente basata sul romanzo del XVI secolo “Fengshen Yanyi” 封神演义 (Canonizzazione degli Dei) di Xu Zhonglin 许仲琳 e Lu Xixing 陆西星, che è una delle più importanti opere in cinse vernacolare. Il film riadatta la narrazione originale in chiave moderna. La storia del film ha inizio quando una Perla del Caos, dalla potente energia cosmica, viene divisa in due parti: la Perla dello Spirito e la Perla Demoniaca, di cui quest’ultima — a causa di un errore — finisce nel corpo del neonato Ne Zha, mentre la prima viene incarnata nel principe drago Ao Bing. Ne Zha cresce come un bambino dotato di poteri straordinari, ma viene isolato dal villaggio in quanto demone destinato a distruggere il mondo. Il protagonista, nonostante ciò, persiste, così da dimostrare che il destino non è scritto.
Le serie animate
Vediamo adesso degli esempi celebri di serie animate prodotte in Cina, che evidenziano come questo settore sia in veloce crescita e come l’animazione cinese sta riuscendo ad conquistare un posto nel mercato globale dell’animazione.
I primi due che propongo seguono il genere xianxia仙侠, genere fantasy influenzato dalla mitologia cinese, taoismo, le arti marziali cinesi, la medicina tradizionale e la religione popolare. Questo genere è diventato popolare nella narrativa con il romanzo “Leggenda degli spadaccini delle montagne di Shu” 蜀山剑侠传 di Li Shoumin del 1932, ma è con l’avvento dei social media e della e-Literature — in siti come qidian.com, zongheng.com, 17k.com e webnovel.com — che ha iniziato a crescere esponenzialmente e diventare uno dei generi più diffusi nella produzione di narrativa sia in prosa che in manhua (fumetti cinesi) e delle serie tv.
Le due serie sono entrambe adattamenti dai romanzi omonimi della scrittrice Mo Xiang Tong Xiu.

La prima è “Mo Dao Zu Shi” 魔道祖师 (adattato in italiano nella sua traduzione romanzesca come “Il Gran Maestro della Scuola Demoniaca”), trasmessa dal 2018 al 2021: si tratta di una serie donghua ONA (Original Net Anime), espressione giapponese usata per indicare tutte le serie di animazione che sono esclusivamente pubblicati nelle piattaforme streaming. La serie narra la storia di Wei Wuxian, il quale ritorna in vita 13 anni dopo la sua morte, grazie a un rituale effettuato da Mo Xuanyu, il quale dona il suo corpo in cambio della reincarnazione di Wuxian. La narrazione prosegue seguendo un intreccio temporale, con cui viene mostrato il passato del protagonista prima e dopo che scegliesse un tipo di coltivazione demoniaca, vietata nel mondo dei coltivatori, spiegandone dunque le motivazioni dietro la sua scelta. Un fattore che è centrale nel romanzo principale viene per la maggior parte omesso nella serie animata e nella serie tv, ossia la storia d’amore che nasce tra il protagonista e l’ex rivale Lan Wangji: infatti, questo fattore rimane sempre un’allusione mistificata, più che venire mostrata palesemente.

Lo stesso destino avrà la seconda serie: “Heaven Official’s Blessing” 天官賜福 del 2020, appartenente sempre al genere xianxia, pubblicata nelle piattaforme streaming Bilibili e Crunchyroll, per poi essere resa disponibile anche su Netflix (ora non più disponibile in Italia). Anche in questo caso i protagonisti sono coltivatori e praticanti le arti marziali, ma appartengono a due Regni diversi: il primo, Xie Lian, è il principe del Regno di Xianle, il quale ottiene lo status di Dio già a 17 anni, grazie alle sue abilità incredibili. Tuttavia, viene accusato di essere il Dio della Sfortuna, a seguito di alcuni sfortunati incidenti che hanno coinvolto il suo Regno, per questo viene bandito dal Reame Celeste (una sorta di Olimpo) e mandato nel mondo mortale. Qui fa la conoscenza del co-protagonista Hua Cheng, il quale ben presto si scopre sia uno dei quattro Re Fantasma (chiamati le Quattro Grandi Calamità), che rimarrà al suo fianco nelle avventure che intraprenderanno.
Anche in questo caso, i due sviluppano dei sentimenti amorosi che nell’opera principale hanno largo respiro, soprattutto alla fine dell’opera, mentre nella serie rimangono solamente delle allusioni.
Sebbene in entrambi casi la componente romantica sia accessoria, è importante sottolineare come entrambe siano le serie di maggior successo nel mercato occidentale, avendo ricevuto altrettanto successo a livello domestico, nonostante siano state largamente censurate. L’autrice stessa, infatti, si vocifera sia stata arrestata con l’accusa di “aver diffuso materiale osceno a scopo di lucro”, ma non vi sono prove concrete. Si sa, tuttavia, che i danmei (le storie d’amore tra ragazzi) e i baihe (le storie d’amore tra ragazze) sono formalmente banditi nella Mainland, per questo molte autrici decidono di pubblicare le proprie opere a Taiwan, così da sfuggire all’aspra censura dei contenuti LGBTQ+. Il che è un peccato, perché entrambe le opere mostrano il potenziale che questo tipo di narrazione potrebbe avere sul mercato, essendo tanto amato a livello pubblico.

Un terzo esempio di come l’animazione cinese si sta affermando anche a livello di serie tv al pari degli anime giapponesi è “Link Click” 时光代理人 debuttata nel 2021 su Bilibili, per poi arrivare su Crunchyroll, una piattaforma streaming che distribuisce principalmente anime. Questa serie è considerata una dei migliori donghua degli ultimi anni, grazie alla sua capacità di combinare storie autoconclusive con un filo narrativo più ampio, con la miscellanea di generi quali il thriller, il sovrannaturale e il drama.
La storia narra le vicende di due protagonisti, Cheng Xiaoshi e Lu Guang, i quali gestiscono lo studio fotografico Moment of Time. I due possiedono un’abilità unica, ovvero la capacità di viaggerà nel tempo attraverso le fotografie, tuttavia la foto rappresenta un momento già scritto che non può essere assolutamente alterato. I due usano i loro poteri speciali per entrare quindi nelle fotografie fornite dai clienti, rivivendo i ricordi per risolvere dei casi, ma c’è un massimo di 12 ore disponibili per fare ciò. La serie mostra come i protagonisti sono spesso posti di fronte a decisioni difficili, e come non sempre i loro casi vanno per il meglio.
Bibliografia
Sun, Lijun. “The history of Chinese animation. II” (1st ed.). Routledge, 2020.
Tang, Hai. “The Development of Animation Movies in China: Analyses of the Monkey King: Hero Is Back and Nezha: I Am the Destiny.” Art and Design Review, 8(2), 79–93, 2020.
Sitografia
https://www.longtake.it/it/film/big-fish-begonia
https://www.avid.wiki/Chengdu_Coco_Cartoon
https://zh.wikipedia.org/wiki/仙侠
https://www.bilibili.tv/en/media/1006275
https://anime.everyeye.it/notizie/cos-e-link-click-anime-cinese-mandando-visibilio-fan-779230.html
https://blog.alltheanime.com/big-fish-and-begonia/#:~:text=“We grew up in their use of colour.”
